Istruttore capoeira – Professor Pequeno

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Corsi di Capoeira Regional a Udine e Montereale Valcellina

Inizia martedì 12 ottobre il corso di Capoeira Regional

La capoeira regional è nata nell’anno 1946 dal master Manoel Dos Reis Machado nello stato di Bahia in Salvador.
Il master Bimba è stato battezzato nella capoeira nell’anno 1900. La capoeira è detta tuttora “sport brasileiro” o “arte marziale brasiliana”, è, nella realtà, una ricca espressione artistica, una mistura di lotta e danza, che fa parte del patrimonio culturale brasileiro.
Alcuni masters credono che sia stata una creazione degli schiavi africani in Brasile e precisamente in Angola esisteva un rituale abbastanza violento chiamato “gioco della zebra” dove i neri lottavano applicando movimenti con la testa e le gambe ed i vincitori, come premio, avevano la più bella ragazza della tribù.
I primi schiavi africani arrivati in Brasile, imparavano facilmente la capoeira, i così detti neri “bastos” di Angola.
Nel ghetto, i neri dovevano mascherare la lotta in danza, con l’integrazione di strumenti musicali
e movimenti sincronizzati da praticare senza lasciare sospetti.
Anche dopo l’abolizione della schiavitù, i capoeristi sono stati perseguitati dalla polizia e visti male dalla società.
Il giogo della capoeira è uno dei più affascinanti aspetti della cultura brasileira.
E’ una mescolanza di lotta, danza, acrobazia e divertimento.
Il capoerista è un atleta, ballerino, musicista, poeta e perpetua la cultura brasiliana e le sue radici.

Dopo il workshop del 4 ottobre, inizia il corso di Capoeira Regional a Udine, presso l’ARCI – Cas*Aupa in Via Val D’ Aupa 2
Clicca – QUI- per visualizzare la Mappa

Il corso è programmato per le giornate di

  • Martedì dalle ore 20:00 alle 22:00
  • Giovedì dalle ore 18:00 alle 19:30 (oppure il sabato pomeriggio dalle 16:00 alle 18:00)

le iscrizioni sono aperte a tutti. Per la giornata di giovedì, decideremo insieme se spostarla al sabato, secondo le disponibilità della maggioranza dei partecipanti.

Per informazioni ed iscrizioni, rivolgersi a:

  • Cas*Aupa – Via Val D’ Aupa 2 – Udine – tel. 346.5727857 Jacopo – E-mail: casa.aupa@gmail.com
  • Professor Pequeno (Josè Neto) tel. 333.5485471 - insegnante al corso – (dalle 17:00 alle 21:00 ogni giorno)
  • Segreteria TRIBO UNIDA: tel: 328 22155777 – Marco -  (dalle 18:00 alle 20:00 ogni giorno)

Il corso avrà la durata prevista di 4 mesi, ma soggetta ad eventuale prolungamento (dipenderà da Voi!)

info sul sito:

Storia / História

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

italiano

La storia della capoeira è molto complessa e difficile da tracciare in maniera precisa, soprattutto per la carenza di documenti scritti al riguardo e per la distruzione di questi dopo l’abolizione della schiavitù in Brasile; di certo sappiamo che trae le sue origini dalla mescolanza di rituali di lotta e danza di alcune tribù africane già colonie dei portoghesi, catturate e fatte schiave in massa per essere deportati in Brasile.

Capoeira di Johann Moritz Rugendas, 1835

Il 22 aprile 1500 Pedro Álvares Cabral sbarca in Brasile e dietro di lui la civilizzazione portoghese. I colonizzatori per risolvere il problema di manodopera schiava cominciano a catturare africani (più robusti fisicamente degli indios autoctoni, decimati dalle malattie portate dai colonizzatori). Gli schiavi venivano sfruttati nelle piantagioni (canna da zucchero, tabacco, caffè, ecc.) per molte ore al giorno, ritirandosi poi nelle Sem-Alas (sem = senza, ala = lato di muro), grandi e miseri dormitori sotterranei, bui e senza mura divisorie, vivendo in condizioni pessime. Con le ingerenze olandesi nelle colonie portoghesi (1624-1654) in Brasile gli schiavi approfittarono degli scontri per darsi alla fuga. Alcuni si organizzarono in comunità indipendenti, nei villaggi detti quilombos. Questo periodo fu sicuramente un catalizzatore dello sviluppo della capoeira. Uno di questi villaggi, Palmares, all’epoca probabilmente collocato nello Stato nordestino Alagoas, è assurto a simbolo della lotta degli schiavi contro i loro carnefici. Fondato nel 1610, il primo Palmares sopravvisse per più ottant’anni resistendo all’incalzare dei portoghesi; fu distrutto nel 1695 dopo un assedio di 5 anni e 9000 soldati impiegati.

I primi documenti che parlano di capoeira risalgono al 1624, si tratta di diari dei capi di spedizione incaricati di catturare e riportare indietro gli schiavi neri che tentavano di scappare. Questi documenti fanno riferimento ad uno strano modo di combattere, “usando calci e testate come fossero veri animali indomabili”.

Il mito diffuso è che la capoeira fosse un modo per gli schiavi di allenarsi a combattere dissimulando, agli occhi dei carcerieri, la lotta con la danza. Questo può essere vero solo per uno stadio molto primitivo del suo sviluppo, perché in realtà la pratica della capoeira a partire dal 1814 venne vietata agli schiavi, assieme ad altre forme di espressione culturale, principalmente per impedirne l’aggregazione, anche se alcune fonti dicono che questa forma di arte marziale ha continuato ad esistere e svilupparsi considerando il fatto che sia sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Il 1888 fu l’anno di liberazione dalla schiavitù, ma gli schiavi liberati non ebbero modo di integrarsi facilmente nel tessuto socio-economico. Specie nelle grandi città, molti di loro si diedero al crimine per sopravvivere, facendo spesso ricorso alla capoeira negli scontri con altri delinquenti o con la polizia. La capoeira fu quindi presto associata alla delinquenza di strada, tanto da venire proibita a livello nazionale già dal 1892. La pratica della capoeira rimase clandestina (da questo deriva l’uso per ogni capoeirista di un apelido, un soprannome), spesso violenta e praticata solo nelle strade da individui malfamati, schedati appunto dalla polizia come capoeiristas.

Nel 1930 la politica nazionalistica del presidente/dittatore Getúlio Vargas, in cerca di uno sport da promuovere come sport nazionale, diede l’opportunità a Mestre Bimba di riscattare la fama negativa della capoeira mediante lo stile di “Lotta Regionale di Bahia”, da lui ideato. Nel 1932 gli venne permesso di aprire la prima academia nella quale impose anche delle regole di disciplina per ripulire la cattiva immagine che l’opinione pubblica aveva della capoeira. Dopo una pubblica esibizione di Mestre Bimba e dei suoi allievi finalmente lo sport ebbe il suo riscatto, e cominciò la sua lenta ascesa.

Nel 1974 la capoeira è stata riconosciuta come sport nazionale brasiliano. Nel 1957 Mestre Canela porta la capoeira in Italia, prima a Roma dove istruisce qualche allievo, poi sposta il suo gruppo a Viterbo. Nel 2007 ha festeggiato i cinquant’anni della capoeira in Italia con una gara nella Palestra della Verità di Viterbo.

Capoeiristi storici

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Le foto

Roda di Capoeira

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La roda di Capoeira è un circolo di persone al centro del quale si gioca capoeira.

I capoeristi si dispongono in circolo battendo i palmi delle mani al ritmo del berimbau e cantando mentre due capoeristi giocano capoeira al centro del circolo. Il gioco tra due capoeristi può terminare a seguito di un cenno del suonatore del berimbau (solitamente un capoeirista esperto) o quando qualche altro capoeirista “compra” il gioco ad uno dei due, col quale inizia a giocare.

La grandezza della roda può variare da un diametro di tre metri fino a un diametro di più di dieci metri, e può essere formata da una dozzina di capoeristi come da più di cento.

Normalmente il gioco inizia ai piedi del berimbau. La roda si può formare in qualsiasi luogo, in ambienti chiusi o all’aperto, sul cemento, sull’asfalto, sulla terra, sulla sabbia, per strada, in spiaggia in campagna, in palestra.

Affinché si formi una roda è necessaria la presenza di un’orchestra di strumenti (batteria).

La roda di capoeira è un microcosmo che riflette il macrocosmo della vita e del mondo. Gli elementi che la caratterizzano sono la malizia, il rispetto, la responsabilità, la provocazione, la competizione, la libertà, ma ogni gioco è diverso dagli altri e in ognuno si ritrovano elementi più marcati rispetto ad altri.

In generale nella capoeira non si cerca di distruggere il rivale sebbene non siano rare le contusioni a seguito del gioco. In generale il capoerista preferisce dimostrare la sua superiorità senza completare i colpi.

La ginga è il movimento base della capoeira, ed è un movimento delle gambe al ritmo del tocco del berimbau e ricorda una danza .

Il gioco di capoeira può durare pochi secondi o alcuni minuti a seconda del numero di capoeristi che vogliono giocare. Durante i combattimenti più lunghi capita che un capoerista richieda una pausa girando nella roda, dopo due o tre giri i capoeristi ritornano ai piedi del berimbau e riprendono a giocare.

Ogni tocco di capoeira richiede una forma differente di gioco, il toque Angola richiede un gioco più lento e più “mandingueiro” (sottile, dissimulato), São Bento Grande de Bimba un gioco veloce e molti colpi rotatori, Iúna ( nella capoeira Regional ) un gioco con molte acrobazie (floreios) e riservato agli alunni formati e i mestre e così via.

Colpi e movimenti di capoeira

Esempio di AúEsempio di Aú fechado

Esecuzione della Au Regional

Esecuzione della Au Regional

I nomi dei colpi di capoeira variano da gruppo a gruppo, ma i principali sono:

  • Amazonas
  • Attacco Armada
  • Arpão
  • Aú Queda de Rins
  • Aú sem mão
  • Avanço
  • Baiana
  • Bananeira
  • Bananeirinha
  • Banda
  • Beco do Papagaio
  • Benção
  • Cabeçada
  • Cadeira
  • Chapa
  • Cocorinha
  • Deslocamento Base
  • Deslocamento Lateral
  • Esquiva
  • Esquiva Avançada
  • Esquiva Baixa
  • Esquiva Media-Alta
  • Esquiva Quebrada
  • Esquiva Requadra
  • Galopante
  • Gancho
  • Gato
  • Giro de cabeça
  • Giro de mão
  • Ginga
  • Loca
  • Macaco
  • Macaco de pé
  • Martelo
  • Martelo Cruzado
  • Meia-lua de base
  • Meia-lua de compasso
  • Meia-lua de frente
  • Parafuso
  • Pisão Cruzado
  • Pisão De Frente
  • Pisão Giratorio
  • Ponta de faca
  • Ponte aranha
  • Ponteira
  • Primera Trasformação
  • Queda de rim
  • Queixada de frente
  • Queixada de lado
  • Rabo-de-arraia
  • Rasteira
  • Salto mortal
  • Santo Amaro
  • S-Dobrado
  • Tesoura
  • Vingativa
  • Voo do morcego

La danza nella capoeira

Il batuque, maculelê, puxada de rede e la samba de roda sono danze fortemente legate alla capoeira.

Curiosità

  • Durante il periodo in cui la capoeira era fuori legge, l’utilizzo del berimbau venne proibito dalla polizia, dal momento che poteva essere trasformato in un’arma bianca dotando di una punta l’estremità del palo.
  • A ribadire l’importanza che la capoeira ebbe durante il periodo della schiavitù, uno dei toques più antichi recita “se non ci fosse stata la schiavitù la capoeira non sarebbe mai nata”[senza fonte]

Spettacolo

Per l’alta spettacolarità di alcune acrobazie, in particolare legate alla Capoeira Regional contemporanea, e l’eleganza dei movimenti è facile imbattersi nella capoeira nei media (film, videogiochi, video musicali, pubblicità). Esempi molto citati sono i personaggi come Eddy Gordo e Christie Monteiro nella serie di videogame di Tekken così come le scene con Vincent Cassel nel film hollywoodiano Ocean’s Twelve. Anche Elle, nel manga giapponese Death Note, pratica la capoeira. Inoltre nell’anime/manga Inferno e Paradiso il personaggio di Bob utilizza proprio l’arte dalla capoeira nei suoi combattimenti. C’è chi sostiene che la break dance tragga le sue origini da una rielaborazione di tecniche di capoeira.

Per quanto riguarda la fiction sono conosciuti almeno tre film che trattano la capoeira: Solo la Forza (Only the Strong) (1993), A Capoeira Iluminada (2008) che narra la storia di Mestre Bimba e della creazione dello stile Regional, ed infine Besouro (prossima uscita) che racconta la storia del leggendario capoeirista Besouro Mangangá.

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